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CENTRALE A CARBONE DI BRINDISI CO2 OLTRE IL CONSENTITO.
La centrale di Cerano vince di nuovo il poco onorevole oscar delle emissioni di Co2
Interrogazione consiliare per sapere quali iniziative sono in atto per ridurre le emissioni di anidrite carbonica
“In base alle indagini del Registro europeo e di “carbon market data” lo stabilimento brindisino è al primo posto in Italia per quantità di emissioni di anidrite carbonica (Co2) con 14,9 milioni di tonnellate; un dato impressionante se si tiene conto che l’Ilva di Taranto, collocata al secondo posto, emette 10,8 tonnellate.
Ma mentre l’Ilva si mantiene al di sotto delle quote assegnate (13,3) la centrale di Cerano ne sfora i limiti (+ 3,9), con l’aggravante che a Brindisi operano due altre centrali (edipower ed enipower) che immettono altro gas serra (5,1 tonnellate).
In presenza di questo quadro è necessario che Enel riveda le sue modalità di produzione per attenersi anzitutto alle quote assegnate e per programmare già un ulteriore abbattimento delle emissioni.
Si tratta di una scelta non contrattabile, sia perché corrisponde agli interessi del Salento, e alla necessità di tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente, ma anche perché è uno dei punti qualificanti del Pear (piano energetico ambientale regionale).
E’ ora , pertanto, che -come è accaduto con Taranto, attraverso l’approvazione di una legge regionale che ha costretto l’Ilva a ridurre le emissioni di diossina- anche per Brindisi si apra un confronto per approdare a una riduzione delle emissioni in tempi rapidi.
Questo, d’altronde, era e rimane un impegno del presidente Vendola e questa deve essere la priorità per gli enti locali di Brindisi e Lecce.
Ecco perché ho preparato un’interrogazione urgente al Presidente della giunta per sapere quali sono le iniziative della Regione in corso e come ci si intende rapportare con le altre istituzioni territoriali, e con Enel, per cancellare il poco invidiabile primato delle emissioni di Cerano.”
Bari, 2 ottobre 2009
Antonio Maniglio


















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